Sunday, May 4, 2008

Bus

Seduta, lo sguardo tristo,
Il mondo che scorre veloce
Lungo i tuoi fianchi,
Ti ergi come un Cristo
Da quel vorticoso turbamento
Di luce e di gente, quali
Colonne smosse dal vento.

Risplendono i tuoi profili bianchi,
Fuoriescono dal suono grigio
E giungono a salvarmi
Da un incubo di anonimità.

Ma è il momento a ingannarmi:
Si spalancano le porte
E sono nuovamente disceso,
Caduto. Ancora una volta
Questo terreno mi ha, arreso.
E sveglio, mi chiedo chi ancora,
Col solo sguardo, tirarmi fuori potrà.


3 comments:

Cicapooh said...

io ti cercavo nell'altro ;)

Scual said...

Ma lol...è che non ci faccio caso ai commenti, perchè posto ma nn guardo. devo vedere se c'è un opzione di notifica tipo mail, sennò è la fine.

Cmq condivido l'opinione del lasciar vivere. Non lo farei mai e non permetterei che mi fosse fatto. Però è pure vero che è semplice parlare, Dovrei dirlo quando e se cadrò sotto ad una... ;D

Ah mi è piaciuto il post che hai scritto venerdì(Era un giorno qualsiasi...ecc,ecc): belle descrizioni, bella la prosa di stampo poetico.
(lo dovevo scrivere li però nn ho avuto tempo)

saluti

Cicapooh said...

ahhhhh ma allora mi segui :)
mi fa piacere che mi leggi... c'è una certa non sò... attrrazione elettiva...mettiamola così...mi piacciono i tuoi testi...tra fantasia...inconscio...mi perdo leggendoti... un misto che come si dice a Roma "Ce sta tutto ehehehe" :)
Se commenti mi fa piacere...se ti scordi è uguale dai ^_*
penso che ci sia una notifica tramite e-mail... controlla tra le impostazioni dei commenti..
bacino
buon lavoro ^_*