Monday, December 23, 2013
Saturday, November 30, 2013
Wednesday, October 30, 2013
Il problema della vista periferica
Il problema della vista periferica:
- Mi hai registrato?Poi più nulla.
Da dietro il vetro,
ci sono ancora, scorrendo all’indietro?
Par non esserci mai stato.
Ma, viaggiando verso il sole,
serberai il ricordo del riflesso
stagliatosi dal fiume umano
che ti scorre accanto?
Esisterò in quell’intervallo
in cui la giornata ti scivola addosso?
- Forse giusto lampade al neon,
Niente per cui smantellare piani,
o farne di nuovi.
Nemmeno per sapersi a vicenda
in quel luogo transiente,
che scambia minuti per chilometri
e porta tutto alla deriva,
fino a che niente importa.
- Forse un indefinito tremore,Miserabili momenti andati.
il riaffiorare d’un impalpabile remoto,
parte del corredo di ricordi dimenticati
d’improvviso ritrovati sul nastro.
Tuesday, October 22, 2013
Evigilo
Come possa lascire il vuoto,
così ripetutamente, perseverante,
illogicalmente uguale a sempre?
Quel "sempre" che può essere tutto
ma sopratutto niente,
- eppure sempre ti svuota
per trovare posto al niente.
Attraversi il risveglio, tempestivo,
verso una vana veglia,
che toglie il tichettio rumorante
alla pioggia che cade,
rendendola futile:
semplicemente bagnata,
oramai più vicina al niente
Ed è la fugace visione
di un taglio diverso nella luce
ad inscenare la farsa
prima di ricapitolare alla realtà.
Un miragio tra i fumi condensati
che porta via visioni
del sonno paradosso.
Il cambio di direzione,
la coerenza impersonale
che fugace cerca una sua forma
al difuori di te, quand'ecco
che invece si sgretola,
impossibile da palesare all'esterno,
impossibile da giustifcare,
e ti capisco.
Lei prende e porta via
che sia il peso delle tue colpe
che sia la pace della mente
e lascia il vuoto
e dona il niente
E se il niente fosse già mio
cosa in più ella mi dona?
così ripetutamente, perseverante,
illogicalmente uguale a sempre?
Quel "sempre" che può essere tutto
ma sopratutto niente,
- eppure sempre ti svuota
per trovare posto al niente.
Attraversi il risveglio, tempestivo,
verso una vana veglia,
che toglie il tichettio rumorante
alla pioggia che cade,
rendendola futile:
semplicemente bagnata,
oramai più vicina al niente
Ed è la fugace visione
di un taglio diverso nella luce
ad inscenare la farsa
prima di ricapitolare alla realtà.
Un miragio tra i fumi condensati
che porta via visioni
del sonno paradosso.
Il cambio di direzione,
la coerenza impersonale
che fugace cerca una sua forma
al difuori di te, quand'ecco
che invece si sgretola,
impossibile da palesare all'esterno,
impossibile da giustifcare,
e ti capisco.
Lei prende e porta via
che sia il peso delle tue colpe
che sia la pace della mente
e lascia il vuoto
e dona il niente
E se il niente fosse già mio
cosa in più ella mi dona?
Tuesday, April 2, 2013
Nocta pars
Addentratomi - un vortice vuoto
si forma tra le nuvole sulla mia testa,
liberando la luna e stratificando il cielo -
oltre la rete, percorro circuiti atletici,
linee bianche che guidano i passi in loop;
girando in tondo il non-luogo cantiere/parco,
formo il sogno aggregativo.
M'innoltro nella luce smorzata dal tartan,
ombre di rami e tralicci ossei
sezionano gli strati di poliuretano;
e sono nel buio, all'occhio elettronico
celato, che sorveglia gli stati attuali.
Esco fuori dal Controllo,
mentre aspetto il Divertimento.
Nascosto dalla sua cronaca,
soppeso l'immobilità del territorio
e l'improbabile quiete metropolitana;
lascio dipanare pensieri discorsivi
e distanze d'oltremare, quali immagini
ricorrenti di desideri insulari.
Fermo il passo, trattiene il respiro il resto.
Ecco! La depressione s'inverte,
ed è ora l'orrizzonte circolare a liberarsi
mentre un tappo grigio richiude il vuoto.
La città puntiniforme si tiene al limitare:
i palazzi si chinano verso la radura,
enormi, al disopra degli alberi, la cingono,
e fungono da estremo confine.
Oltre quello v'è il Divertimento,
l'ultimo monitoraggio autoimposto,
il rimedio al pensiero - mentre, dove
mi ritraggo ora, pur se per poco,
le nuvole si sorpassano plumbee,
la lucidità flette solo gli edifici,
ed ho ancora considerazione di te.
Tuesday, February 26, 2013
vv
The wave that rushes out
Your hoped joys
Is exhausted in a breath
- you're all gone
Places remain the same,
Still, slivers of skin,
Are already replaced
- you're all gone
"vv" is the shining detail
I won't get rid of
In this recursive thought,
Not so different,
From the senseless rest.
And wasting time
Makes almost sense:
What I can carry out
From all of this hypophysis,
Seems nothing more than an
Intuition of a moment
Which stood for something good.
Snapping demons tongue in vain:
You, only, are gone.
Wednesday, January 23, 2013
Somewhere in between
Destroying for no reason,
if I'm still here it's hard to say.
I keep no matter what.
The time is the only witness.
Is a downward spiral
- endless.
What remains is mostly liquid.
Halogen clouds bring a little calm
While I slide away.
Tuesday, January 15, 2013
Sunspots
It would be so easy,
but it's now that I'm leaving.
Low soft sound vibrancy
descending through thin air.
An arm girds the waist
as the light rises up.
Won't turn while sleeping.
The headphones shelter
from the static hurricane,
digging me behind you.
And as it went, the piano
vanishes, decoying echoes.
What expected by curves,
blurs, as sunspots climb upon us;
it's a matter of time, and,
will be spoiled by the form
of our thoughts, as unfolding
in the looming morning.
but it's now that I'm leaving.
Low soft sound vibrancy
descending through thin air.
An arm girds the waist
as the light rises up.
Won't turn while sleeping.
The headphones shelter
from the static hurricane,
digging me behind you.
And as it went, the piano
vanishes, decoying echoes.
What expected by curves,
blurs, as sunspots climb upon us;
it's a matter of time, and,
will be spoiled by the form
of our thoughts, as unfolding
in the looming morning.
Monday, January 7, 2013
in / ex
Monotonie consuetudinarie,
Si sperdono ora, senza il "controllo",
Negli oblii del tempo racchiusi nel corpo,
Lasciando tracce intangibili.
Tenui reminiscenze degradate,
Si affacciano, esempi di speranza,
donando una molle malinconia:
ipotetiche visioni indubbiamente false.
Turbamenti congenitamente pilotati
Scavano le vene in profondità,
Trascinando i detriti del sangue
Con pulsazioni più serrate.
Ninnoli di occultazioni mnemoniche
Sfasano, in fine, ogni barlume
di flebile realismo assimilato:
- Eccoti, nuovo mito, nascere! -
Si sperdono ora, senza il "controllo",
Negli oblii del tempo racchiusi nel corpo,
Lasciando tracce intangibili.
Tenui reminiscenze degradate,
Si affacciano, esempi di speranza,
donando una molle malinconia:
ipotetiche visioni indubbiamente false.
Turbamenti congenitamente pilotati
Scavano le vene in profondità,
Trascinando i detriti del sangue
Con pulsazioni più serrate.
Ninnoli di occultazioni mnemoniche
Sfasano, in fine, ogni barlume
di flebile realismo assimilato:
- Eccoti, nuovo mito, nascere! -
Novembre Diciannovesimo
La ragazza tace:
la vista sono luci stazionarie.
Intermittenze rosse,
da scheletri d'antenna,
scandiscono il silenzio;
e coni d'intenso giallo
accendono i rovi
- si stagliano -
sul profilo frastagliato,
e nascondono i binari,
rivelati dall'acuto stridio,
la cui sola risonanza
si arrampica per il pendio.
Un fruscio la smuove:
oscilla, nel taglio
dell'ombra in cui siede,
e subito s'acquieta.
Non c'è alcun bisogno di parlare.
Monday, November 19, 2012
Atonal Descending Scale
Suspended point
Increases in the distance
And some kind of chanting
Takes away others.
It could drop
And yet rises more.
No more contacts,
Remote phalanges
The moment is short:
Point of situation reached
Not to avail,
Or any?
Increases in the distance
And some kind of chanting
Takes away others.
It could drop
And yet rises more.
No more contacts,
Remote phalanges
The moment is short:
Point of situation reached
Not to avail,
Or any?
Monday, November 12, 2012
Get A Grip
Touching relics - not to think
And immobility / broken breath.
Tightened rooms,
And foolish desires
For some kind of abduction.
It's all there, still,
But keeps overflowing.
Monday, November 5, 2012
Anio Vetus
Aleggiando tra i suoni
che si sorpassano vicendevolmente,
Portatori di echi appena dimenticati,
Risalgo le correnti e le turbolenze che s'innalzano:
Sudati timori e notti immerse in se stesse, scorrono al disotto,
Dove, ombre cadenti, passi di danza,
Camminano al fianco di arcuazioni assopite,
Tra i rantoli della rotaia e dell'acqua andata.
Ed è un'aberrazione che confonde
Il disagio del corpo, il riflesso liquido dell'oro,
Che si staglia tra le ombre di una stanza,
Con figure di basiliche chinate a salutare la città;
E già esorcizza onomatopee lontane
Poste come un affanno del mondo
Da bocche altrui, soffici e arse dalla polvere
Che si schiudono con cadenze ataviche.
Andare via con ciò che si è portato
Eclissarsi come si è arrivati dai prospetti,
Tornare nei moti nuvolari:
Il resto è mera perdita di tempo.
Thursday, August 23, 2012
Exit Strategies
Stringi al petto aria statica
Pasticciando con la realtà:
Potessi toccare,
Ciò che so essere.
Ma nello slancio, teso
al ritorno del racconto,
Il sorriso/il divano/il corpo leggiadro
Ho dovuto tralasciare.
Ricercando la tensione sottocutanea
Come potrei farti vedere
Attraverso i miei occhi
Ciò che ora posso dire:
"Condividere l'uscita di sicurezza"
Tu non sei li/io non sono qui.
Mani che niente afferrano,
Tracciano l'onda sinusoidale
Della lucidità altalenante:
Ricercando la tensione sottocutanea
"Era il Tre il numero perfetto?"
La distrazione della colpa,
Sospinge nuove dichiarazioni,
Sfuggenti, fuori dalla bocca.
Eccoci, figli, come tutti
E, forse, riconoscenti come tutti
Indaffarati a rincorrere sogni impartiti.
Così influenzato anche io
-Scusami
Pasticciando con la realtà:
Potessi toccare,
Ciò che so essere.
Ma nello slancio, teso
al ritorno del racconto,
Il sorriso/il divano/il corpo leggiadro
Ho dovuto tralasciare.
Ricercando la tensione sottocutanea
Come potrei farti vedere
Attraverso i miei occhi
Ciò che ora posso dire:
"Condividere l'uscita di sicurezza"
Tu non sei li/io non sono qui.
Mani che niente afferrano,
Tracciano l'onda sinusoidale
Della lucidità altalenante:
Ricercando la tensione sottocutanea
"Era il Tre il numero perfetto?"
La distrazione della colpa,
Sospinge nuove dichiarazioni,
Sfuggenti, fuori dalla bocca.
Eccoci, figli, come tutti
E, forse, riconoscenti come tutti
Indaffarati a rincorrere sogni impartiti.
Così influenzato anche io
-Scusami
Wednesday, August 15, 2012
Wednesday, August 1, 2012
Present Struggle
Ansietà del riuscire,
- Self improvement -
Fallimento sistematico.
Fuori dalla rete,
Nei Percorsi funzionali,
Casuali nelle scelete,
Armonici nei risultati;
Sono qui ora,
Ed è tornato l'Io.
Abbandonate le spoglie
Di passi lontani,
Mi addentro in dedali
Accusando il peso
Degli echi che si rincorrono;
Soppesando il corpo
Ad ogni movimento,
In bilico su un tracciato
Piatto, eppure senz'orizzonte.
Ne nebbia ne miopia,
Quanto un informe mutare
Precludono gli intenti.
Una paura remota,
Forte degli spazi vuoti
S'insinua nell ossa,
Crepitando nel momento
dell'azione, repentina
Abbatte l'intenzione.
- Self improvement -
Fallimento sistematico.
Fuori dalla rete,
Nei Percorsi funzionali,
Casuali nelle scelete,
Armonici nei risultati;
Sono qui ora,
Ed è tornato l'Io.
Abbandonate le spoglie
Di passi lontani,
Mi addentro in dedali
Accusando il peso
Degli echi che si rincorrono;
Soppesando il corpo
Ad ogni movimento,
In bilico su un tracciato
Piatto, eppure senz'orizzonte.
Ne nebbia ne miopia,
Quanto un informe mutare
Precludono gli intenti.
Una paura remota,
Forte degli spazi vuoti
S'insinua nell ossa,
Crepitando nel momento
dell'azione, repentina
Abbatte l'intenzione.
Thursday, February 24, 2011
Tamburi d'Intro
Un flash che annichilisce la notte:
-chi sa perché sempre un ritorno a casa-
Il silenzio non è perdurato
Risucchiato in qualche anfratto
Avevamo delle nuove scarpe
Non un nuovo portamento.
Ma ne bastò un nuovo paio
Per perseguire dell’anima il ratto
Sta volta è il suono della percussione,
Simile alla marcia per la gogna,
Che scatena il ricordo.
S’accosta un accordo
Ed ecco che qualche tacita menzogna
Si mischia all’affezione.
E non è tutto vero
-nemmeno inganno-
Ma già ti volgi al prossimo momento
Che veda un pelle tesa essere percossa.
-chi sa perché sempre un ritorno a casa-
Il silenzio non è perdurato
Risucchiato in qualche anfratto
Avevamo delle nuove scarpe
Non un nuovo portamento.
Ma ne bastò un nuovo paio
Per perseguire dell’anima il ratto
Sta volta è il suono della percussione,
Simile alla marcia per la gogna,
Che scatena il ricordo.
S’accosta un accordo
Ed ecco che qualche tacita menzogna
Si mischia all’affezione.
E non è tutto vero
-nemmeno inganno-
Ma già ti volgi al prossimo momento
Che veda un pelle tesa essere percossa.
Friday, October 29, 2010
"Quando si parlava di rimanere soli"
Agogno le tenebre-
Strappato così a lungo
dal caldo buio-
E si procede nelle distorsioni
Al calar del sole,
Fuori le finestre.
E' un recipiente di ceneri
Questa casa,
Stantio il suo sapore.
Il riflesso permane oltre
quanto immaginato,
Così il segreto riecheggia
Da domande risposte in precendeza.
Da domande risposte in precendeza.
Uccidere le dinemiche
Di giornate di oltreoceano:
E' una medicina come un'altra
Aspettando che la porta si apra.
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