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Wednesday, October 30, 2013

Il problema della vista periferica



Il problema della vista periferica:
- Mi hai registrato?
Da dietro il vetro,
ci sono ancora, scorrendo all’indietro?
Par non esserci mai stato.
Ma, viaggiando verso il sole,
serberai il ricordo del riflesso
stagliatosi dal fiume umano
che ti scorre accanto?
Esisterò in quell’intervallo
in cui la giornata ti scivola addosso?
Poi più nulla.
- Forse giusto lampade al neon,
Niente per cui smantellare piani,
o farne di nuovi.
Nemmeno per sapersi a vicenda
in quel luogo transiente,
che scambia minuti per chilometri
e porta tutto alla deriva,
fino a che niente importa. 
- Forse un indefinito tremore,
il riaffiorare d’un impalpabile remoto,
parte del corredo di ricordi dimenticati
d’improvviso ritrovati sul nastro.
Miserabili momenti andati.

Saturday, April 25, 2009

Considerazioni di fine viaggio

Accedi con forza
Nell'angusto aereoplano.
Salta la partenza
Rimane l'atterraggio.
Io sole che non tramonta
E una voce vecchia di sei ore
Riprendi in mano il telefono
Come quando cammianvi
Tra le assi bianche
Ed i fili verdi.


il_telefono_in_mano

Wednesday, January 28, 2009

Dietro un vetro

Guardo il paesaggio
Tramutarsi anonimo,
Scorrere verso un non dove
E un dettaglio infimo
Sembra tutto risolvere
Almeno per un minuto

Si disloca sfuggevole dall’origine
Da dove ignaro sono partito
Dove i colori s’immischiano a fuliggine
E rende diverso ciò che ho finito
Almeno per un minuto.

Wednesday, September 3, 2008

Monumento Funebre

Il mare di colonne
Sormonta la mia testa.
Una luce crudele taglia
La lustra pietra.
Schiacciato dal granito
Ho il respiro mozzato…
Alzo lo sguardo
Alla croce del cielo,
E miro l’arido baglior
Che avrebbe potuto
Illuminare il tuo volto,
E rifletterlo nel nero liscio
Contro cui t’avrei amato.
Pochi passi, mirando la linea cinerea
Del muro: sotto altri figuri
Mi scorgo vagare,
Non pesti ne oppressi,
C’anche ci colsero
Lo sguardo incrociare.

|| Released with the photo "Paranoid Walk" on Flickr

Thursday, July 31, 2008

Aspettando il viaggio | Waiting for the Trip

Steli d’erba, flessuose figure
Dal movimento fluido dell’onda
Quale s’increspa lieve sul pelo
Dell’acqua dal color terra
Nel rivo del canale adiacente.
E trame sono tessute e disfatte
Da instancabili penelopi alate;
Così come il ramingo, lontano,
Schiude gli occhi al mattino,
Con le spalle volte alla casa
E tenace cambia il cammino,
Sotto un cielo a strati
Tagliato da moti nuvolari.



[The english version will be published in a second moment due to stilistical problem]