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Saturday, August 16, 2014

Der Wanderer

Riscopro dunque
la mia vena romantica,
in piena desolazione,
come vuole la tradizione,
a fuggire la disaminia razionale.
C'è poco da coprire, dopotutto.
Decliniamo la prosa
verso altri scopi;
oggi si torna a casa:
c'è il richiamo dei vecchi,
e dei dimenticati, affabili amici.
Polverose istituzioni,
sfuggo da voi,
che mi masticate,
rinnegando antichi amori,
ed evitando nuove insinuazioni.
Rifiutato il progetto
di solistica visione,
si inverto i propositi e le cause.
- Posa i tuoi migli di percoso -
Alle volte mi vedo come sarei,
altre come sono.
Non scordare facilmente
è una promessa da furbi.
Ma ti salva la vita il più delle volte;
quando si palesa la proposta
d'un capitolo che si chiude.

Monday, August 4, 2014

dēlĕo

Sono due che s'incontrano,
nonostante velocità ambivalenti
e percorsi differenti,
a creare la bolla d'ossigeno,
che risale le vene,
pressurizzata, verso il cervello.

Così pronta ad esplodere
la sua embolia,
quanto indefinitivamente
guidata dalla fortuna,
ti porterà via. Quando sarà.

Tuesday, December 24, 2013

Interiectus / Corona

Un suo assestamento
che traina tutto al passato;
illogicamente, quasi
mai fosse stato, nel mentre.

Medesime paure e demenze;
stesse convinzioni che trascinano
il giorno e avanzano l'inettitudine
reiterano il proprio ufficio.

Avrei dovuto giocare prima al massacro:
ora è tardi e scivoli via.
Ma è stato un provare umano:
utilizzare le sensibilità di cui mi hanno disposto.

Niente di risolto, vago ancora diviso
tra la romantica caduta degli dei,
impressi nei loro cieli e il nostro camminare
presso canali di petrolio e carbone.

Canti delle stringhe ambivalenti,
per trovare quello che, credi,
qualcun'altro ricordi vividamente.
E le promesse si scaldano.

Nella distorsione delle speranze
le ossessioni di ieri sono lì,
nuovamente a torcersi, a torcerti
insensibili ai lamenti già uditi.

Un giorno da buono,
quando gli altri vagano di fuori
a spendere il proprio affetto,
Un giorno diversamente normale.

Tanto, non per affetto ne per pratica,
affossanti sensibilità altalenanti
tendono al di fuori di ogni portata
cioè che cerchi di afferrare.

Continua a non approfondire,
rimani sull'orlo.
Sono l'intervallo.
Questo è l'intervallo
e suona come una litania latina:

non come nessun'altra,
come tutti non sono;
certamente diversa
e uguale a tutto, del resto.

Non potrei che cadere per ognuna
e forse ancora più della solitudine
è l'unica certezza, dove casa sono io:
conoscere meglio, o solo tentare.

Wednesday, October 30, 2013

Il problema della vista periferica



Il problema della vista periferica:
- Mi hai registrato?
Da dietro il vetro,
ci sono ancora, scorrendo all’indietro?
Par non esserci mai stato.
Ma, viaggiando verso il sole,
serberai il ricordo del riflesso
stagliatosi dal fiume umano
che ti scorre accanto?
Esisterò in quell’intervallo
in cui la giornata ti scivola addosso?
Poi più nulla.
- Forse giusto lampade al neon,
Niente per cui smantellare piani,
o farne di nuovi.
Nemmeno per sapersi a vicenda
in quel luogo transiente,
che scambia minuti per chilometri
e porta tutto alla deriva,
fino a che niente importa. 
- Forse un indefinito tremore,
il riaffiorare d’un impalpabile remoto,
parte del corredo di ricordi dimenticati
d’improvviso ritrovati sul nastro.
Miserabili momenti andati.

Tuesday, October 22, 2013

Evigilo

Come possa lascire il vuoto,
  così ripetutamente, perseverante,
  illogicalmente uguale a sempre?
Quel "sempre" che può essere tutto
  ma sopratutto niente,
- eppure  sempre ti svuota
  per trovare posto al niente.

Attraversi il risveglio, tempestivo,
  verso una vana veglia,
  che toglie il tichettio rumorante
  alla pioggia che cade,
  rendendola futile:
semplicemente bagnata,
oramai più vicina al niente

Ed è la fugace visione
  di un taglio diverso nella luce
  ad inscenare la farsa
  prima di ricapitolare alla realtà.
Un miragio tra i fumi condensati
  che porta via visioni
  del sonno paradosso.

Il cambio di direzione,
la coerenza impersonale
  che fugace cerca una sua forma
  al difuori di te, quand'ecco
che invece si sgretola,
  impossibile da palesare all'esterno,
  impossibile da giustifcare,

e ti capisco.

Lei prende e porta via
che sia il peso delle tue colpe
che sia la pace della mente
e lascia il vuoto
e dona il niente

E se il niente fosse già mio
  cosa in più ella mi dona?





Tuesday, April 2, 2013

Nocta pars


Addentratomi - un vortice vuoto
si forma tra le nuvole sulla mia testa,
liberando la luna e stratificando il cielo -
oltre la rete, percorro circuiti atletici,
linee bianche che guidano i passi in loop;
girando in tondo il non-luogo cantiere/parco,
formo il sogno aggregativo.

M'innoltro nella luce smorzata dal tartan,
ombre di rami e tralicci ossei
sezionano gli strati di poliuretano;
e sono nel buio, all'occhio elettronico
celato, che sorveglia gli stati attuali.
Esco fuori dal Controllo,
mentre aspetto il Divertimento.

Nascosto dalla sua cronaca,
soppeso l'immobilità del territorio
e l'improbabile quiete metropolitana;
lascio dipanare pensieri discorsivi
e distanze d'oltremare, quali immagini
ricorrenti di desideri insulari.
Fermo il passo, trattiene il respiro il resto.

Ecco! La depressione s'inverte,
ed è ora l'orrizzonte circolare a liberarsi
mentre un tappo grigio richiude il vuoto.
La città puntiniforme si tiene al limitare:
i palazzi si chinano verso la radura,
enormi, al disopra degli alberi, la cingono,
e fungono da estremo confine.

Oltre quello v'è il Divertimento,
l'ultimo monitoraggio autoimposto,
il rimedio al pensiero - mentre, dove
mi ritraggo ora, pur se per poco,
le nuvole si sorpassano plumbee,
la lucidità flette solo gli edifici,
ed ho ancora considerazione di te.

Tuesday, February 26, 2013

vv


The wave that rushes out
Your hoped joys
Is exhausted in a breath

- you're all gone

Places remain the same,
Still, slivers of skin,
Are already replaced

- you're all gone

"vv" is the shining detail
I won't get rid of
In this recursive thought,
Not so different,
From the senseless rest.
And wasting time
Makes almost sense:
What I can carry out
From all of this hypophysis,
Seems nothing more than an
Intuition of a moment
Which stood for something good.

Snapping demons tongue in vain:
You, only, are gone.




Wednesday, January 23, 2013

Somewhere in between


Destroying for no reason,
if I'm still here it's hard to say.
I keep no matter what.
The time is the only witness.
Is a downward spiral
- endless.
What remains is mostly liquid.
Halogen clouds bring a little calm
While I slide away.

Tuesday, January 15, 2013

Sunspots

It would be so easy,
but it's now that I'm leaving.
Low soft sound vibrancy
descending through thin air.
An arm girds the waist
as the light rises up.

Won't turn while sleeping.
The headphones shelter
from the static hurricane,
digging me behind you.
And as it went, the piano
vanishes, decoying echoes.

What expected by curves,
blurs, as sunspots climb upon us;
it's a matter of time, and,
will be spoiled by the form
of our thoughts, as unfolding
in the looming morning.




Monday, January 7, 2013

in / ex

Monotonie consuetudinarie,
Si sperdono ora, senza il "controllo",
Negli oblii del tempo racchiusi nel corpo,
Lasciando tracce intangibili.


Tenui reminiscenze degradate,
Si affacciano, esempi di speranza,
donando una molle malinconia:
ipotetiche visioni indubbiamente false.


Turbamenti congenitamente pilotati
Scavano le vene in profondità,
Trascinando i detriti del sangue
Con pulsazioni più serrate.


Ninnoli di occultazioni mnemoniche
Sfasano, in fine, ogni barlume
di flebile realismo assimilato:
- Eccoti, nuovo mito, nascere! -







Novembre Diciannovesimo


La ragazza tace:
la vista sono luci stazionarie.
Intermittenze rosse,
da scheletri d'antenna,
scandiscono il silenzio;
e coni d'intenso giallo
accendono i rovi
- si stagliano -
sul profilo frastagliato,
e nascondono i binari,
rivelati dall'acuto stridio,
la cui sola risonanza
si arrampica per il pendio.

Un fruscio la smuove:
oscilla, nel taglio
dell'ombra in cui siede,
e subito s'acquieta.
Non c'è alcun bisogno di parlare.




Monday, November 5, 2012

Anio Vetus


Aleggiando tra i suoni
che si sorpassano vicendevolmente,
Portatori di echi appena dimenticati,
Risalgo le correnti e le turbolenze che s'innalzano:

Sudati timori e notti immerse in se stesse, scorrono al disotto,
Dove, ombre cadenti, passi di danza,
Camminano al fianco di arcuazioni assopite,
Tra i rantoli della rotaia e dell'acqua andata.

Ed è un'aberrazione che confonde
Il disagio del corpo, il riflesso liquido dell'oro,
Che si staglia tra le ombre di una stanza,
Con figure di basiliche chinate a salutare la città;

E già esorcizza onomatopee lontane
Poste come un affanno del mondo
Da bocche altrui, soffici e arse dalla polvere
Che si schiudono con cadenze ataviche.

Andare via con ciò che si è portato
Eclissarsi come si è arrivati dai prospetti,
Tornare nei moti nuvolari:
Il resto è mera perdita di tempo.

Thursday, August 23, 2012

Exit Strategies

Stringi al petto aria statica
Pasticciando con la realtà:
Potessi toccare,
Ciò che so essere.

Ma nello slancio, teso
al ritorno del racconto,
Il sorriso/il divano/il corpo leggiadro
Ho dovuto tralasciare.

Ricercando la tensione sottocutanea

Come potrei farti vedere
Attraverso i miei occhi
Ciò che ora posso dire:
"Condividere l'uscita di sicurezza"

Tu non sei li/io non sono qui.
Mani che niente afferrano,
Tracciano l'onda sinusoidale
Della lucidità altalenante:

Ricercando la tensione sottocutanea

"Era il Tre il numero perfetto?"
La distrazione della colpa,
Sospinge nuove dichiarazioni,
Sfuggenti, fuori dalla bocca.

Eccoci, figli, come tutti
E, forse, riconoscenti come tutti
Indaffarati a rincorrere sogni impartiti.
Così influenzato anche io
-Scusami

Wednesday, August 1, 2012

Present Struggle

Ansietà del riuscire,
- Self improvement -
Fallimento sistematico.
Fuori dalla rete,
Nei Percorsi funzionali,
Casuali nelle scelete,
Armonici nei risultati;
Sono qui ora,
Ed è tornato l'Io.

Abbandonate le spoglie
Di passi lontani,
Mi addentro in dedali
Accusando il peso
Degli echi che si rincorrono;
Soppesando il corpo
Ad ogni movimento,
In bilico su un tracciato
Piatto, eppure senz'orizzonte.

Ne nebbia ne miopia,
Quanto un informe mutare
Precludono gli intenti.
Una paura remota,
Forte degli spazi vuoti
S'insinua nell ossa,
Crepitando nel momento
dell'azione, repentina
Abbatte l'intenzione.